Conosciamole meglio: la schiacciatrice Fabiana Mezzogori

Dalla capitale alla città della torre pendente per continuare a seguire una passione che ha radici profonde. Fabiana Mezzogori è la new entry nel roster Ospedalieri, classe 2002, segno zodiacale leone fa della difesa il suo fondamentale migliore.

Chi ti ha spinto ad iniziare a giocare a pallavolo?

Mio zio. Lui aveva praticato uno sport di squadra e mi spinse a provarne uno. Io ho scelto la pallavolo e da quel giorno non ho mai più smesso. In più ho avuto la fortuna di iniziare in una società in cui c’era una squadra di B1 (di cui ero la mascotte e a cui facevo il servizio di assistenza in campo) che proprio in quell’anno è passò in A2. 

Che cosa ti piace di più, e cosa meno, del tuo ruolo di schiacciatrice? 

Il mio ruolo mi piace tantissimo sotto tutti i punti di vista, soprattutto per i fondamentali. Trovo che sia un ruolo completo e difficile, bisogna sapersi adattare a tutte le situazioni. In realtà non c’è qualcosa che mi piace meno nel mio ruolo. 

Quali sono stati, per ora, il momento più bello e il momento più difficile della tua carriera? 

Io considero far parte della mia carriera anche il periodo in cui ho fatto il servizio di assistenza in campo ad una squadra di serie B, perché è proprio grazie a quella esperienza che è iniziata la mia passione per la pallavolo. Il momento più brutto credo sia stato quando non ho superato le selezione al Volleyrò CDP e al CQP non per la tecnica ma per la mia fisicità.

In questa stagione giocherai a Pisa lasciando la tua città come ti aspetti da questa nuova esperienza?

Per me aver cambiato città è una buona occasione per rimettermi in gioco e avere la possibilità di migliorare la tecnica, ma soprattutto la testa e dimostrare ciò che ho invece imparato in questi anni.

Che cosa ti manca di più della tua Città e della tua squadra?

Per quanto riguarda la mia città direi che non mi manca il caos, però mi mancheranno la pizza, gli amici e la famiglia. Invece della squadra mi mancheranno gli allenamenti per la preparazione fisica a Villa Pamphili o gli allenamenti di inizio stagione sul ponte della Musica.

Come affronti le ore che precedono una partita importante?

Di solito quando una partita è molto importante tendo a pensare alle indicazioni che il mister mi ha dato durante gli allenamenti, e se ho già incontrato la squadra o qualche giocatrice cerco di ricordare il modo in cui giocano. Ovviamente la musica non può mancare per caricarmi prima della partita! 

Quali letture non possono mancare sul tuo comodino?

Leggo principalmente romanzi e fantasy. Il libro che non può mancare è “Ho imparato a sognare”, perché anche se l’ho letto più di una volta mi fa sempre emozionare. 

In che modo cerchi la concentrazione prima di scendere sul taraflex per giocare una partita importante?

Per essere più concentrata arrivo sempre 30 min prima dell’orario d’inizio del riscaldamento. In quella mezz’ora di solito ascolto le canzoni che mi danno più carica e poi quando sono nello spogliatoio mentre mi vesto tendo ad essere silenziosa perché sono già con la testa in partita

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