Conosciamole meglio: il centrale Maria Nannipieri

Il muro uno dei suoi punti di forza, ma quando è in campo non si possono non notare il suo sorriso e la voglia di non mollare mai. Ecco a voi Maria Nannipieri, centrale dell’Ospedalieri Volley, classe 1996 segno zodiacale gemelli.

Chi ti ha spinto ad iniziare a giocare a pallavolo?

Nessuno in particolare. Le mie amiche giocavano tutte a pallavolo, erano felici di praticare questo sport. Mi hanno suscitato interesse e ho voluto provare anche io. 

Che cosa ti piace di più, e cosa meno, del tuo ruolo di centrale?

La cosa che mi piace di più è che è un ruolo di intelligenza. Per essere un buon centrale devi usare la testa, sviluppare capacità di lettura e di concentrazione. La cosa che mi piace di meno è il dover uscire la campo dopo la battuta, perché è più difficile rimanere concentrati.

Quali sono stati, per ora, il momento più bello e il momento più difficile della tua carriera?

Il momento più bello è stato il passaggio dalla seconda alla prima divisione pochi anni fa. Avevamo studiato tutto nei minimi particolari e vedere che il duro lavoro ci ha portato al risultato tanto desiderato, è stata una bella soddisfazione.  Il momento più brutto è stato vedere sfumare per un soffio la possibilità di giocare i play off qualche anno prima

Nella stagione 2021/2022 hai deciso di giocare a Pisa con la Ospedalieri, come ti sarà questa nuova esperienza?

Sono contenta di questa nuova esperienza! La novità mi stimola molto e sono felice di mettermi in gioco in una squadra e società nuova e soprattutto in una categoria impegnativa come la serie D.

Come affronti le ore che precedono una partita importante? 

In realtà faccio di tutto per non pensarci ma dentro ho ansia a mille che inevitabilmente viene fuori.

Hai mai avuto qualche momento di difficoltà in cui hai pensato di lasciare la pallavolo?

Sì, più o meno 5 anni fa. Avevo perso un po’ la voglia, ma grazie al sostegno e ai consigli di parenti, amici e dell’allenatore non mi sono fatta prendere dallo sconforto e mi sono rimessa in gioco.

In che modo cerchi la concentrazione prima di scendere sul taraflex per giocare una partita importante?

Non ho rituali particolari, non mi faccio distrarre dalle cose esterne e mi concentro su quello che devo fare. 

Se non fossi diventata una pallavolista, che cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita

Se non avessi seguito le mie amiche probabilmente avrei scelto il nuoto. A me piacciono tutti gli sport ma il nuoto ha sempre avuto quel qualcosa in più che rispetto agli altri sport. Per un periodo ho praticato anche il nuoto insieme alla pallavolo.

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